Le cascate della Valle Arroscia e il paese abbandonato di Poilarocca

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Il torrente Arroscia nasce dalle Alpi liguri in due rami, uno scende dai fianchi orientali del monte Fronté, l’altro dalla Cima Olmo dell’Arpetta. All’altezza di Mendatica il torrente forma diversi salti d’acqua di oltre 20 m., particolarmente spettacolari in primavera, quando più in alto si sciolgono le nevi, che gonfiano il corso d’acqua e le bellissime cascate. E’ possibile ammirare in prima persona lo spettacolo con un paio d’ore di camminata: si tratta di una gita relativamente semplice e veloce, che è possibile allungare arrivando fino al paese disabitato di Poilarocca (portando il tempo complessivo necessario per la gita a circa 4 ore e mezza).

Il percorso inizia dal paese di Mendatica, situato sulle pendici del monte Frontè, da cui domina l’Alta Valle Arroscia, ed è raggiungibile in macchina percorrendo la strada provinciale 154. Circa 300 metri prima dell’abitato, nei pressi del cimitero, si può notare sulla sinistra una strada rotabile che conduce alla chiesetta di s. Margherita. Si tratta di una costruzione in stile romanico, caratterizzata da un portale tardo-medievale con architrave in pietra scolpita; al suo interno si trova un ciclo di affreschi del Quattrocento e del Cinquecento. Dalla chiesa si prosegue poi con un piacevole sentiero pianeggiante, caratterizzato da una vegetazione bassa e rada, lungo il fianco sinistro idrografico della valle. Successivamente il percorso prende a salire con una pendenza moderata, e la vegetazione diviene più fitta: si entra così in un bosco di castagni, carpini e pini silvestri.  Poco oltre, a quota 884 m, si scavalca il rio Grupin, un affluente dell’Arroscia, attraversando un ponte medioevale in pietra ad arcata unica.

Dopo poco più di un’ora di cammino dalla partenza, quando ormai il rumore dell’acqua in caduta è chiaramente avvertibile, presso il passo Serena (a 1100 metri di altitudine), una deviazione a sinistra, ben segnalata, permette di raggiungere il punto da cui osservare il salto più alto del torrente, che con la primavera e lo scioglimento delle nevi assume l’aspetto di una vera e propria cascata.

Tornati sul sentiero principale, si può prendere la via del ritorno. I camminatori più esperti potranno invece allungare l’escursione per visitare il villaggio abbandonato di Poilarocca, situato a 1420 metri di altitudine. Proseguendo ancora per il sentiero una volta tornati alla biforcazione incontreremo una tratto di salita piuttosto dura, in corrispondenza del quale la vegetazione tende a diradarsi, con la graduale scomparsa dei castagni, che lasciano il passo a faggi, tigli e aceri: dopo un’ora abbondante di camminata si raggiunge quello che una volta era l’abitato di Poilarocca, e, dopo una meritata pausa, si può fare il percorso a ritroso fino alla macchina.