Turismo in leggera crescita in provincia di Imperia, il commento di Federalberghi

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Vacanze in Riviera

Se in Liguria complessivamente i dati del comparto turismo per la stagione corrente sono positivi, la provincia di Imperia non fa eccezione, sostanzialmente allineandosi a questa tendenza di crescita: i valori percentuali non sono da capogiro, ma l’incremento riguarda tutti gli aspetti del fenomeno presi in esame, anche se secondo i rappresentanti della categoria non c’è comunque da cantare vittoria. Sono numerose infatti le voci che sottolineano come con l’allerta terrorismo al massimo grado in tutta Europa, e un Nord Africa in serio affanno dal punto di vista turistico, ci si sarebbe aspettati performance di ben altro livello.

I DATI

Nell’estremo ponente ligure ad agosto gli arrivi sono stati 132.795, con un +3,9% su base annua, di cui 72.136 italiani (+0,3%) e 60.659 stranieri (+8,5%). Le giornate di presenza sono state quasi 20mila in più rispetto all’anno scorso (+3,1%), maggiormente riconducibili agli stranieri (+5,9%) rispetto agli italiani (+1,4%). Nei primi 8 mesi del 2017 gli arrivi sono aumentati del 5,1% (+6,2% gli italiani, +3,8% gli stranieri) e le presenze del 3,5% (+4,4% gli italiani, +2,1% gli stranieri).

Secondo le rilevazioni compiute nel mese di agosto gli arrivi nelle strutture alberghiere sono aumentati del +2,9%, e le giornate di presenza sono passate da 339 mila a 345 mila, con una crescita dell’1,7%; nell’extralberghiero i clienti hanno superato le 44mila unità (+6,1%) e i giorni di permanenza sono aumentati del 4,7%. Dall’analisi del periodo nel suo complesso, la provincia di Imperia ha registrato un trend in attivo: le strutture alberghiere +4,0% gli arrivi e +1,3% le presenze, quelle extralberghiere +8,3% gli arrivi e 7,2% le presenze.

IL COMMENTO

“Secondo i dati appena usciti relativi al movimento turistico sul nostro territorio aggiornati ad agosto –spiega il presidente provinciale di Federalberghi Igor Varnero– il settore alberghiero è sostanzialmente rimasto fermo, salvo in qualche rara occasione, rispetto ai numeri dell’anno scorso. Ci aspettavamo un progresso sensibile che poi in molti casi non abbiamo riscontrato”. Secondo Varnero la Liguria sconta l’onda lunga di una scarsa capacità di promozione globale del territorio sul mercato: “Da quando non ci sono più enti come le Province- chiarisce il dirigente provinciale di Federalberghi- sul nostro territorio nessuno si è più fatto carico di pianificare e implementare una strategia mirata e organica di promozione dell’estremo ponente della regione: paghiamo insomma una disorganizzazione che viene da lontano, almeno dal 2015. Occorre pensare a un’operazione di marketing territoriale che abbia come obbiettivo la promozione della Riviera dei Fiori tutta, senza fughe in avanti di singole località”. Che la stagione turistica non abbia dato le soddisfazione sperate agli imprenditori è opinione condivisa anche dal presidente di Federalberghi di Diano Marina, Americo Pilati: “Il volume di lavoro è stato abbastanza buono –commenta-, ma ci aspettavamo qualcosa di meglio. Aspettiamo di vedere come è andato settembre, ma per il momento ci accontentiamo di percentuali di crescita non particolarmente significative”. “Per quanto riguarda il comprensorio di Taggia -spiega poi Giovanni Roggeri, albergatore e presidente dell’associazione di categoria per il comprensorio di Taggia– abbiamo avuto un risultato complessivo migliore dell’anno scorso, specialmente in relazione a giugno, quando abbiamo visto un deciso segno più su presenze e fatturati. Poi va anche considerato che il dato medio è mitigato anche da alcune situazioni particolari, come quella di Santo Stefano, dove c’è stato sì un calo secco a luglio, ma dovuto al fatto che l’anno scorso c’erano i mondiali di vela che hanno meritoriamente portato un sacco di visitatori in città. Il comprensorio taggiasco poi include anche Monesi e Triora, dove le attività di ricezione turistica sono ferme a causa della frana che ha severamente danneggiato la viabilità: abitanti e imprenditori sono in attesa di soluzioni, che al momento non si profilano chiaramente all’orizzonte”. Qualche nota più dolente arriva invece da Sanremo: “In città ad agosto abbiamo registrato una situazione di stallo –dichiara il presidente locale di Federalberghi, Silvio Di Michele-. A noi risulta che a Sanremo siano aumentati gli arrivi di turisti, ma non le presenze nelle strutture alberghiere, e questo vuol dire che la gente qua non si ferma. In effetti i problemi della città, a partire da una peggiorata qualità della vita, tengono lontani i turisti, sia italiani che stranieri. Ad aggravare il problema c’è anche la pessima qualità dei collegamenti viari con il resto del paese, a cominciare dalle strade, fino ad arrivare ai pochi treni a disposizione”. Un pochino meglio infine l’umore della categoria verso Bordighera: “Abbiamo mantenuto il segno più per tutto agosto –dichiara il presidente di Federalberghi di Bordighera, Ezio Formosa-. Nel complesso possiamo dire che l’estate è andata bene, ma come molti colleghi ci aspettavamo qualcosa di più, visto il momento particolare. Molto lavoro c’è da fare sulla bassa stagione, così come per il rilancio di tutta la zona sarebbero necessari investimenti: per capire cosa sta succedendo al settore basta pensare che nel giro di qualche decennio Bordighera è passata da offrire 7000 posti letto in albergo agli attuali 1200. Anche considerato il proliferare delle strutture extra-alberghiere siamo di fronte a un vero e proprio crollo dell’offerta”.