Dai Balzi Rossi al monte Bellenda, alla scoperta dell’estremo Ponente

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La gita di oggi è un percorso della durata di circa quattro ore e mezza, di difficoltà media, che comunque non deve essere sottovalutata: non siamo di fronte ad un tracciato particolarmente impegnativo, ma di certo, se lo si vuole compierlo nella sua interezza, è opportuno affrontare l’escursione correttamente attrezzati e con la consapevolezza di quello che si sta per fare. Consigliamo dunque caldamente di munirsi di scarponi, giacca a vento e pranzo al sacco per una passeggiata che certo non  lascerà delusi.

 

L’escursione ha inizio davanti al Museo Preistorico dei Balzi Rossi, ai piedi delle famose falesie di roccia rossastra, che già da sole costituiscono uno spettacolo appagante; si passa in prossimità della “spiaggia delle uova”, così chiamata per la caratteristica forma ovoidale dei suoi ciottoli levigati dal mare (oggi non più così numerosi, purtroppo, perché troppi hanno ritenuto di farne souvenir). Si sorpassa poi la ferrovia e si risale il pendio, ora in prossimità di un campeggio, ora in mezzo a serre, terrazzamenti coltivati e piante grasse. Seguendo la mulattiera che si inerpica lungo il costone, in una mezz’ora di cammino si raggiunge l’abitato di Grimaldi, pittoresca frazione alle spalle di Ventimiglia, da dove si potrà godere di un panorama stupendo sul mare sino alla vicina costa francese.

Da qui si imbocca l’ampio sentiero che conduce fino al paesino disabitato di Case Gina: il percorso si svolge nella valle, all’ombra dei pini e della rigogliosa macchia mediterranea. Una volta superata la spettrale, ma suggestiva località, sempre risalendo la valle, si raggiunge il borgo di Ciotti, con la sua particolare posizione panoramica, e Mortola Superiore: alzando gli occhi, si può vedere il santuario di Nostra Signora dell’Aria Aperta. A questo punto, se si è stanchi, è possibile ritornare sui propri passi; oppure, proseguire verso la vetta del Monte Bellenda.

 

Chi voglia guadagnare la cima del Bellenda deve continuare a salire gradatamente per un bel sentiero che si immette poi su uno sterrato, seguendo il quale si raggiunge il passo dei Sette Cammini; qui si svolta in direzione Monte Bellenda. Una volta apprezzata la vista che la sommità del monte offre ai suoi visitatori, e preso il giusto tempo di una pausa, si può iniziare la discesa. Si imbocca quindi  un sentiero scavato nella montagna, molto ripido e caratterizzato da una forte pendenza, fino a Mortola Inferiore. Da qui ci si immette in discesa nella cosiddetta “mulattiera del marinaio”, in direzione del magnifico promontorio della Mortola, costeggiando il Giardino Hambury. La mulattiera si interseca con l’antica via romana Julia Augusta, che si percorre fino ad incontrare la strada provinciale. In breve, scendendo poi sulla spiaggia, si ritrova il sentiero per i Balzi Rossi.